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iHappy 2016: tra alti e bassi, un anno di felicità. E' uscito il nuovo ebook di VOICES!

Anche quest’anno esce l’e-book iHappy 2016 edito dal Corriere della Sera, che raccoglie tutti i dati sull’andamento della felicità in Italia nel corso del 2016 attraverso Twitter, mostrando la classifica delle città più felici e più infelici e cercando di spiegare quali fattori abbiano contribuito a generare buonumore o tristezza. Un calendario della felicità italiana lungo 366 giorni.

Come varia la felicità lungo lo Stivale

Le città più felici d'Italia negli ultimi 12 mesi? Frosinone, Verona e Bologna. Bene anche Cagliari, l'unica città sempre nella top 10 delle più felici nel corso degli ultimi 5 anni. Tra le metropoli, da segnalare Roma, che si posiziona al 15esimo posto, mentre Milano scende dal 27° dello scorso anno all'attuale 68° posto. Aosta, Napoli e Lecce in fondo alla classifica. Tra le regioni, prima il Trentino Alto Adige, poi Basilicata e Lazio.

Gli eventi del buonumore (e della tristezza)

L'anno appena trascorso, in fatto di felicità, è stato in chiaro-scuro per gli italiani: un inizio anno decisamente poco felice, che ha dato segni di ripresa solo a partire dall'estate, in coincidenza delle Olimpiadi e della bella avventura degli azzurri agli europei. E proprio grazie a questo ultimo trend, il 2016 è da annoverare tra gli “anni felici” secondo iHappy, il termometro della felicità degli italiani vista da Twitter, seppur di poco: su una scala tra 0 (massima tristezza) e 100 (massima felicità), l’anno da poco conclusosi ha registrato un valore medio pari 51,5 punti percentuali (-1,9 punti percentuali rispetto al 2015). Tra gli eventi che hanno portato più felicità agli italiani nel corso del 2016, spicca l’apertura dei Floating Piers sul Lago d’Iseo, ma anche il 22 novembre, giorno in cui Papa Francesco attua una piccola rivoluzione aprendo alle donne che hanno abortito, gli ori azzurri alle Olimpiadi, e l'attualità politica: il 5 dicembre, giorno in cui Matteo Renzi si dimette dalla Presidenza del Consiglio a seguito della sconfitta nel Referendum costituzionale; e il 7 luglio, giorno in cui Virginia Raggi giura in Campidoglio come sindaco di Roma. Tra i giorni più tristi ci sono quelli in corrispondenza degli sciami sismici che hanno colpito durante il centro Italia (tra cui il 29 ottobre in occasione della scossa tra Marche e Umbria e il 25 agosto dopo il terremoto con epicentro ad Accumoli), gli attacchi terroristici alla chiesa di Rouen in Francia e la sparatoria presso il centro commerciale di Monaco di Baviera, la nomination repubblicana di Donald Trump. Boom di tristezza anche per il Fertility Day (-37,5 punti di tristezza) e nel giorno del trasferimento ufficiale di Higuain dal Napoli alla Juventus.

I motivi di felicità (e di tristezza) degli italiani

Ma quali sono i fattori principali che spiegano il variare della felicità italiana?  L’analisi mostra anche che la felicità è più elevata in media nelle città del Sud, e che con la risalita lungo lo Stivale, il buonumore tende via via a diminuire. Forse perché gli italiani sono meteoropatici, e il sole e il mare aiutano. Ma siccome la crisi continua, ecco che la felicità soffre anche all’aumentare del tasso di disoccupazione provinciale. Ma la felicità è influenzata anche da situazioni più estemporanee: e così lo spostamento di lancette dovuto all’ora legale crea ansia e depressione, facendo scendere (di quasi 8 punti) la felicità. Il buonumore invece cresce con le feste (+3 punti), soprattutto se coinvolgono la mamma (ben +16 punti di felicità il giorno della mamma) o il Natale (+3 punti), ma anche con il giorno della busta paga: in questo caso la felicità aumenta di quasi 5 punti. D'altra parte nel corso delle 24 ore di un tipico giorno italiano i cambiamenti di umore la fanno da padrone: quando la sveglia suona di prima mattina (tra le 6:30 e le 7:45) si è tutti più tristi, almeno fino all'ora della pausa pranzo. Poi di nuovo tutti depressi in attesa di uscire dal lavoro e di ritrovare il buonumore. E se a Milano il picco della felicità arriva durante l'aperitivo, a Roma e Napoli l’apice della giornata è riunirsi a tavola per la cena.

 
Come è possibile analizzare la felicità su Twitter? Il metodo

Twitter è un canale da cui è possibile ottenere in modo automatizzato un campione di post, che possono essere considerati come “felici” o “infelici” sulla base principalmente degli emoticon in essi presenti (ovvero le faccine: :-) :-( e così via). Il campione diffuso è tuttavia limitato quantitativamente e non ha alcuna caratteristica statistica che lo renda rappresentativo dell’orientamento umorale di tutti gli utenti di Twitter. A partire da questo campione iniziale, integrato da una codifica manuale periodica che distingue i messaggi contenenti un linguaggio che esprime gioia o allegria da quelli contenenti invece un linguaggio di rabbia, paura e ansia, e attraverso l’applicazione dell’algoritmo statistico iSA® (integrated Sentiment Analysis) sviluppato dallo spin-off dell’Università di Milano VOICES from the Blogs, diventa possibile classificare l’intero universo dei tweet postati quotidianamente in Italia al fine di ricostruire il grado di “felicità” nazionale, così come espresso in 140 caratteri. L’informazione inoltre può essere geolocalizzata, dal momento che gli utenti di Twitter (o almeno una porzione di questi) sono identificabili in base alla località geografica da cui scrivono (circa 90 milioni di post nel corso del 2016). Per la singola provincia, si categorizzano poi i tweet nelle due classi: “felici”, “infelici” più una classe residuale “altro”. I post classificati come “altro” vengono però esclusi dal calcolo dell’indice di Twitter felicità iHappy(ness) costruito come segue: